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Narcisismo Patologico

Centro Koena Piacenza

Il narcisismo è un disturbo di personalità grave, di cui soffre l’1% della popolazione mondiale. Circa il 50-75% degli individui è di sesso maschile.

Tipicamente, chi soffre di disturbo narcisistico di personalità (DPN) viene descritto come aggressivo, presuntuoso, con fantasie di grandezza, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia intesa come l’incapacità di riconoscere i sentimenti e i bisogni degli altri, nonché di identificarsi con l’altro.
Le persone con questo disturbo abitualmente sovrastimano le loro capacità ed esagerano i loro talenti. Si considerano persone speciali e superiori agli altri e in virtù di questo, pensano di dover meritare trattamenti speciali e possono risultare sorprese o deluse se non ricevono le lodi che sentono di meritare. Danno inoltre la colpa agli altri per le loro sconfitte.

Il narcisismo porta la sicurezza di avere il diritto di soddisfare le proprie priorità senza tener conto dei desideri e delle esigenze altrui, mostrandosi distaccati e sprezzanti e arrivando a sfruttare e manipolare gli altri. Le persone con disturbo narcisistico di personalità, infatti, tendono a intrattenere rapporti interpersonali (amicizie o relazioni sentimentali) strumentali che possano favorire la soddisfazione dei propri scopi. Data la grandiosità che si auto-attribuiscono pensano di dover frequentare solo persone prestigiose o di elevata condizione sociale o intellettuale. L’altro viene idealizzato fino a che soddisfa il bisogno di ammirazione e di gratificazione, oppure finché mostra disponibilità e dedizione estrema, per poi essere anche aspramente svalutato nel momento in cui non svolge più tale funzione.

Questa descrizione però risulta limitata e limitante, soprattutto in ambito clinico, perché semplifica la complessità delle persone con questo disturbo e rispecchia solo in parte la loro esperienza soggettiva.

Giancarlo Dimaggio, psichiatra e psicoterapeuta, ha definito il Narcisismo la malattia della grande vita. Il narcisista ostenta superiorità e compiacenza di sé e disprezzo per altri. È giudicante, sprezzante, svalutante, ipercontrollato sul versante emotivo. Passa la maggior parte del tempo a sentirsi grandioso, ma cova la sensazione che questa magnificenza sia solo un’illusione.

Il narcisista si illude di vivere la “grande vita” senza quasi mai riuscirci. Le aspirazioni grandiose non si realizzano mai (o quasi) perché alla fine prevale la sensazione di essere nullità. La grandezza a cui ambisce poggia su un vuoto interiore.

Il trattamento del Narcisismo Patologico al Centro Koena

Una delle caratteristiche del disturbo narcisistico è il mascheramento del dolore. Il narcisista non lo mostra perché la sua aspettativa non è l’accudimento, anzi, è sicuro che l’altro lo umilierà, lo dominerà, lo controllerà, si approfitterà di lui e lo ostacolerà.

Le emozioni dolorose faticano ad emergere anche in terapia, la tendenza del narcisista è quella di intellettualizzare, cioè di interpretare gli eventi attraverso la razionalità, non badando alla sfera emotiva.

Ciò che spesso motiva chi soffre di Disturbo Narcisistico di Personalità ad intraprendere una psicoterapia sono sintomi ansiosi o depressivi, spesso un attacco di panico che rappresenta una minaccia al proprio equilibrio, o per lo meno quello che si illude di avere.

Ad oggi esistono differenti approcci al trattamento del DNP.

I clinici del Centro Koena utilizzano il Protocollo Dipendiamo® per il trattamento del Narcisismo Patologico e la Terapia Metacognitiva Interpersonale e sono specializzati e formati al trattamento di questo disturbo secondo questi due approcci, dei quali seguono gli aggiornamenti e le supervisioni previste.

In estrema sintesi, possiamo dire che la cura del narcisista consiste nel portare il paziente a non subire il fascino per la “grande vita” portandolo ad apprezzare il piacere della quotidianità fatta di dettagli semplici ma che restituiscono la pienezza dell’esistenza.

Approfondimento sul Narcisismo Patologico

Caratteristiche tipiche del Narcisismo Patologico

I narcisisti, in genere, appaiono carismatici e affascinanti (non sempre però al fascino corrispondono capacità reali). Dimaggio spiega che “queste persone possono essere affascinanti per la loro spiccata tendenza a proiettarsi in un mondo grandioso in cui tutti quanti si possono identificare, facendo da schermo proiettivo per le fantasie altrui. Spesso, però, dietro a questa facciata nascondono un’inconsistenza reale o albergano loro stessi quella costante sensazione di essere un bluff”.

Uno dei problemi centrali del DNP sono gli schemi (le rappresentazioni interiorizzate) di sé e degli altri che risultano negativi e sui quali vengono costruiti significati che guidano le interazioni con l’altro.

Le persone con DNP agiscono nelle interazioni con un bisogno di essere ammirati e riconosciuti come speciali dagli altri. L’altro viene però percepito come dominante, critico, respingente, non disponibile a dare quella ammirazione tanto desiderata. In questo schema il sé reagisce con aperto antagonismo.

Parimenti, le persone con DNP possono riconoscersi come bisognosi di attenzione e l’altro viene vissuto rifiutante e critico. In questo schema il sé reagisce con obbligandosi a essere autosufficiente, negando il bisogno di attaccamento, aiuto e conforto.

“In generale, queste persone passano molto tempo a rimuginare su problemi di antagonismo e status e a evitare di formare o pensare a legami di attaccamento, in modo da nascondere la loro vulnerabilità. Molti studi confermano che i pazienti con DNP o tratti narcisistici tendono a sopravvalutarsi ancora di più di quanto non facciano abitualmente quando percepiscono che gli altri danno loro dei limiti o li criticano.

L’esperienza soggettiva quindi, è carica di rabbia innescata dalla sensazione di essere rifiutati socialmente, affiancata dalla tendenza a disprezzare gli altri che danno loro un feedback negativo o dalla sensazione di essere ostacolati quando perseguono i loro obiettivi, con l’idea che gli altri sono inetti, incompetenti o ostili e vengono incolpati dei loro insuccessi.” [Dimaggio]

Gli stati in cui la propria immagine è estremamente negativa, cioè quando i propri fallimenti, insuccessi o difetti sono impossibili da negare (licenziamento, declassamento, rimproveri, o abbandono del partner), le persone DNP sono inclini ad entrare in stati depressivi. La grandiosità e le fantasie di successo e potere rappresentano solo una faccia del DNP: in realtà, l’immagine di sé oscilla dall’ipervalutazione al disprezzo di sé.
Gli stati di insensibilità emotiva, apatia e senso di vuoto sono caratteristici del DNP. Sono questi stati che rappresentano l’essenza vera del disturbo, ma vengono raramente menzionati nella descrizione del disturbo e sono stati fino ad oggi trascurati dai ricercatori. Altri principali stati narcisistici includono il sentimento di vergogna, il senso di colpa, invidia del successo degli altri e un’incapacità nel perdonare. Chi soffre di DNP non solo è suscettibile alla depressione, ma anche ai disturbi bipolari (che con l’età può portare ad un maggior rischio di suicidio), all’abuso di alcool e sostanze e ai disturbi alimentari.

Per una diagnosi di disturbo narcisistico di personalità secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5th edition (DSM-5-TR), i pazienti devono avere:

  • Un modello persistente di grandiosità, necessità di adulazione, e mancanza di empatia

Questo modello è evidenziato dalla presenza di 5 o più delle seguenti caratteristiche:

  • Un’esagerata, infondata sensazione della propria importanza e dei propri talenti (la grandiosità)
  • Preoccupazione con fantasie di successi senza limiti, influenza, potere, intelligenza, bellezza, o amore perfetto
  • Convinzione di essere speciali e unici e di doversi associare solo a persone di altissimo livello
  • Un bisogno di essere incondizionatamente ammirati
  • Una sensazione di privilegio
  • Sfruttamento degli altri per raggiungere i propri obiettivi
  • Mancanza di empatia
  • Invidia degli altri e convinzione che gli altri li invidino
  • Arroganza e superbia

 

Inoltre, i sintomi devono avere inizio nella prima età adulta.

Cause del Narcisismo Patologico

Ad oggi non ci sono studi che chiariscono l’eziologia del disturbo, anche se un ruolo di primaria importanza sembra avere l’interazione genitore-bambino caratterizzata da mancanza di empatia da parte dei genitori verso i bisogni profondi del bambino. Quest’ultimo sperimenta quella che Maria Chiara Gritti definisce malnutrizione emotiva con due possibili scenari.

Il primo è rappresentato da una famiglia incapace di fornire le necessarie attenzioni, cure e rispetto per i bisogni e le attitudini del bambino. I genitori non sono capaci di riconoscere adeguatamente, nominare e regolare le emozioni del bambino, che viene quindi lasciato solo, con emozioni intense che non ricevono il riconoscimento o le risposte appropriate, e questo porta a una mancata regolazione affettiva.  A partire dal rapporto con i propri genitori, il bambino rappresenta sé stesso come bisognoso di cure e l’altro come indisponibile a fornirle, e questo causa l’aspettativa di essere rifiutato. In relazione a queste precoci esperienze, il bambino impara a organizzare la propria esistenza facendo a meno dell’amore degli altri, evitando di chiedere sostegno, non riconoscendo e non esprimendo i propri bisogni, assumendo atteggiamenti di distacco e di superiorità e mirando all’autosufficienza e nell’età adulta evita l’attaccamento e allo stesso tempo lotta costantemente per ricevere attenzione e ammirazione.

Il secondo scenario è rappresentato da una famiglia che sostiene solo l’immagine grandiosa del bambino, le sue qualità speciali, mentre altri comportamenti e i bisogni di vicinanza, conforto e sostegno che il bambino manifesta vengono ignorati o puniti.

Un’altra possibilità è che la grandiosità palese sia una reazione a offese e umiliazioni, una sorta di armatura allo scopo di evitare di essere soggiogati.

Terapie utilizzate

I clinici del Centro Koena utilizzano il Protocollo Dipendiamo® per il trattamento del Narcisismo Patologico e la Terapia Metacognitiva Interpersonale, e sono specializzati formati al trattamento di questo disturbo secondo questi due approcci, dei quali seguono gli aggiornamenti e le supervisioni previste.

Per raggiungere gli obiettivi terapeutici è necessario promuovere le capacità delle persone di riconoscere i propri stati mentali e incentivare progressivamente una consapevolezza condivisa dei modelli ricorrenti di interpretazione delle relazioni interpersonali. Un altro passaggio fondamentale consiste nel far comprendere che l’assenza di uno scopo esistenziale e l’incapacità di godersi la vita dipendono più dalla loro passività e dalla scarsa presenza di attività “con un obiettivo” (scarsa agency) che non dalle reazioni negative degli altri.

Sentire di non aver presa sulla propria esistenza, spinge a indirizzare i propri sforzi all’ottenimento di ammirazione. E tutto ciò rappresenta una strategia di coping per evitare il senso di vuoto che si rischia di provare non avendo accesso a quei desideri più intimi che fanno sentire più vivi e vitali.

Compito del terapeuta diventa allora “agevolare l’accesso alle parti sane di sé e praticare nuovi comportamenti in linea con i desideri del paziente. In particolare i terapisti devono aiutare le persone ad accedere agli aspetti del Sé basati su desideri in sintonia con il loro intimo, e promuovere l’autonomia e la capacità di godersi la vita.
In questa fase avanzata è possibile una comprensione più sfumata di come gli altri pensano, sentono e si comportano secondo le loro motivazioni e storia personale.” [Dimaggio]

Cosa troverai in Koena

Prima consulenza gratuita

Non sempre le persone che vengono da noi hanno già un’idea chiara del percorso migliore per loro e a quale professionista rivolgersi. Per questo motivo offriamo un colloquio gratuito “di orientamento” con un esperto.
In questa occasione raccoglieremo le prime informazioni necessarie per dare indicazioni sul percorso terapeutico più idoneo e sul professionista più adatto a cui rivolgersi.

Prenota il colloquio gratuito chiamando il numero 351 618 5720 o inviando una mail a info@centrokoena.it

Se invece, hai già un’idea del terapeuta che desideri incontrare, puoi richiedere un appuntamento tramite la segreteria (cell. 351 618 5720 / mail. info@centrokoena.it) o rivolgerti direttamente al professionista tramite il form di contatto che trovi sul sito.

 

Tariffe sostenibili

  • colloquio di orientamento: gratuito
  • psicoterapia individuale: €60*

     

*tariffa minima di 35 per redditi fino a 10mila

 

  • terapia di coppia: €110** (colloquio di 90 minuti con frequenza quindicinale)

     

**tariffa minima di €85 per valore isee fino a 10mila

 

  • terapia di gruppo dei DEC: €30
  • altre prestazioni: secondo accordi diretti con il terapeuta

I nostri professionisti

Patrizia De Lio

Patrizia De Lio

Psicologa e Psicoterapeuta, sessuologa clinica e consulente di coppia

Sono una psicologa e psicoterapeuta specialista in psicoterapia cognitivo costruttivista relazionale.

Mi occupo di adulti con disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi del comportamento alimentare, disturbi di personalità.

Dal 2021 sono Associata del Centro Dipendiamo – centro per la cura delle new addiction e mi sono formata nella cura della Dipendenza Affettiva, del Narcisismo Patologico e nelle nuove dipendenze (Internet e Social, Lavoro, Shopping, Sesso).

Al Centro Koena, di cui sono titolare, sono referente i Disturbi Alimentari, la Dipendenza Affettiva, il Narcisismo Patologico.

 

Francesca Delli Santi

Francesca Delli Santi

Psicologa e Psicoterapeuta

Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta specializzata presso la Scuola di Psicoterapia Integrata di Bergamo. Utilizzo le tecniche proprie della sensorymotor, EMDR, mindfulness, DBT, ABFT in un’ottica integrata, come la mia formazione.

Mi occupo di psicoterapia individuale e percorsi di sostegno psicologico a favore di adulti,  interventi di formazione/orientamento nelle scuole e aziende, di formazione e docenza verso enti pubblici e privati.

Al Centro Koena sono referente per l’area delle Dipendenze Patologiche da sostanza e per le New Addiction.

 

Andrea Poerio

Andrea Poerio

Psicologo e Psicoterapeuta

Psicologo e Psicoterapeuta ad indirizzo Integrato, specializzato presso la Scuola di Psicoterapia Integrata di Bergamo.

Il mio percorso professionale si divide tra attività clinica e formazione post laurea. Mi occupo infatti di psicoterapia e sostegno psicologico con adulti e giovani adulti, psicodiagnosi e somministrazione di test psicologici e in parallelo ricopro il ruolo di formatore per diversi realtà, tra cui l’Università degli Studi di Bergamo.

Dal 2019 sono inoltre Referente Territoriale per Bergamo e Provincia dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Al Centro Koena mi occupo di Psicoterapia con adulti e giovani adulti, Psicodiagnosi e Somministrazione di Test.

 

 

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